I premiati della VI edizione del Premio Letterario Nazionale “Publio Virgilio Marone.

Si ringrazia per la partecipazione l’avvocato Antonio Sabino (sindaco di Quarto), la dottoressa Maura Striano (assessore alla Cultura del Comune di Napoli), la professoressa Raffaella De Vivo (assessore alla Cultura del Comune di Quarto) e la professoressa Mariasole La Rana (assessore alla Cultura del Comune di Pozzuoli).

Organizzazione: Ciro Biondi, Salvatore Basile, Barbara Melcarne, Rosario Scavetta. Regia: Salvatore Basile. Presentatore: Arturo Delogu. Lettrice: Cristina Scogliamiglio. Fotografia: Sax Palumbo. Cameraman: Serena De Vita. Giurie: Maurizio Erto, Carmelo Cutolo, Gianluca Papadia, Rebecca Di Matteo, Claudio Ciotola, Vincenzo Giarritiello, Anna Abbate, Ciro Biondi, Sonia Gervasio, Barbara Melcarne, Marco Molino, Pierluigi Musto, Valentino Russo, Anna Russolillo, Eduardo Improta, Rosaria Morra, Valeria Veltri.

L’evento è stato organizzato da Dialogos Aps-Ets e New Media Press con la collaborazione di BM Spazio Arte, Associazione Projecta e Associazione della Stampa Campana – Giornalisti Flegrei.

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Componimento in Latino

Vincitore: Giovanni Galli di Savigliano, Cuneo con il componimento con il componimentoAmor constans, aegritudine mentis”. Motivazione: In Amor constans, aegritudine mentis, intenso e accorato inno all’amore, Giovanni Galli ha saputo ricreare atmosfere e modalità espressive del mondo classico, reinterpretandole alla luce di una profonda esperienza personale. Dedicata alla moglie Francesca, la lirica celebra l’amore come legame sacro, indissolubile, metafisico, che nella sublimazione del ricordo ambisce all’eternità della pietra scolpita. Con tratto delicato e struggente, il Poeta consegna al lettore una visione del sentimento amoroso come forza sovrumana, che – secondo l’adagio virgiliano dell’omnia vincit amor – tutto supera e “tutto vince”: la sofferenza, la malattia, lo scorrere inesorabile del tempo, la morte. Nel carattere tradizionale e inattuale di questo messaggio, a cui la forma latina conferisce valore di universalità, è il messaggio potentemente provocatorio del Poeta alla società che tutto consuma e dimentica.

Menzione Speciale: Elisa Camilla Vincenza D’Ascola di Cinquefrondi, Reggio Calabria con la silloge “Ars Aeternitatis”.

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Narrativa Inedita

Vincitrice: Maria Cristina Cavaliere di Pozzuoli con il brano “Happy exit”, Napoli. Motivazione: “In un mondo dove sembra essersi del tutto perso il significato della parola umanità, soprattutto da parte di chi governa, la trama del racconto è in bilico tra verità e finzione, inducendo il lettore a chiedersi dove finisce l’una e comincia l’altra. Mediante una scrittura fluida ed essenziale, utilizzando un linguaggio narrativo semplice, ma ricco di sfumature colte che rendono la storia quanto mai credibile, l’autrice imbastisce un racconto che rapisce dal primo all’ultimo rigo, stimolando la lettura per giungere all’inatteso, ma verosimile finale”. 

Menzione Speciale a Caterina Zaffaroni di Gerenzano con “Omnia vincit amor semper?”, Varese e a Roberto De Rosa di Trieste con “L’Angelus”.

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Narrativa Edita

Vincitore: Giuseppe De Grado di Portici, Napoli con il libro “Autopsia dell’Io” per la Casa Editrice Kimerik, Patti (Messina) 2025.. Motivazione: “Autopsia dell’io” trasforma il lettore in un equilibrista in bilico su una corda tesa tra introspezione e narrazione. L’uso chirurgico della memoria è l’asta che ci permette di restare in equilibrio e non sprofondare nel baratro.  L’amore è il faro che può illuminare quel percorso fatto di ricordi, fallimenti e speranze. La struttura temporale non lineare è lo stratagemma per tenere alta la tensione. Giuseppe de Grado è bravo ad accompagnare il lettore in questo viaggio interiore con un lirismo poetico che richiama i classici del passato. Non è un viaggio consolatorio, però, ma una ricerca spasmodica della propria identità.

Menzione Speciale a Gaetano Cerracchio di Napoli con “La sapienza del caso” per Santelli editore, Milano, 2025 e a Mauro Galliano di Napoli con “Duepercento” per La Valle del Tempo, Napoli, 2025.

Vincitore Sezione Giallo: Armando Guarino di Napoli con “Un attimo prima di morire” per Homo Scrivens edizioni, Napoli, 2024. Motivazione: “Armando Guarino mette al centro della storia la voglia di protagonismo tipica di questa società succube dei social media e lo fa con uno stile sobrio e privo di sbavature.  Le due storie parallele si muovono su una struttura narrativa solida che tiene il lettore incollato alle pagine dall’inizio alla fine.  La domanda “cosa faresti se oggi fosse il tuo ultimo giorno?” scava dentro di noi e ci spinge a riflettere sul confine tra la vita e la morte.  L’autore dosa bene le parole per creare la giusta tensione ma è con i silenzi che ci fa vivere i momenti di introspezione.  Usare i silenzi e le omissioni al posto delle parole è una qualità che hanno solo i grandi narratori”.

Menzione Speciale Giallo: Alessandro Spocci di Padova con con “La teoria del rinoceronte” per Albeggi edizioni, Roma, 2024 e a Stefano Comellini di Bologna “L’amministratore”, 2025.

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Poesia Edita

Vincitrice: Stefania Lucchetti di Milano con la raccolta “Macchie di caffè sui miei libri” (Edizioni Albatros, 2024). Motivazione: “Caratterizzata da uno stile terso ed elegante, che rifugge da ogni artificioso virtuosismo, la raccolta Macchie di caffè sui miei libri proietta il lettore-ascoltatore in una sorta di viaggio immersivo nelle emozioni, nei sentimenti, nelle intime esperienze e nei ricordi. In uno scenario costellato di luoghi tradizionali e contesti ipermoderni, paesaggi naturali e ambienti cittadini, oggetti concreti e atmosfere rarefatte, Stefania Lucchetti ha saputo proporre un’originale rilettura delle figure del mito, in grado di penetrarne in profondità l’essenza, di reinterpretarne e attualizzarne il simbolismo, di capovolgerne provocatoriamente le forme e i contenuti. Un interessante esperimento di metissage poetico, di contaminazione di linguaggi, registri e immaginari, che riafferma un’idea dinamica e vitale della poesia: non come puro esercizio intellettuale e retorico, ma come sguardo rivolto alla realtà concreta e quotidiana, urgente bisogno esistenziale, strumento privilegiato della riflessione e dell’autoanalisi”.

Menzione Speciale a Laura Pavia di Sannicandro, Bari con Comporre la quiete” (Nep edizioni, 2024).

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Poesia Inedita

Vincitore: Stefano Bambi di Firenze con la silloge “Oltre l’Orizzonte”. Motivazione: “I versi di Stefano Bambi sono una profonda riflessione sulla forza distruttiva del tempo, sono il tentativo, vano, di cogliere l’universo contemplando il mare (Ditemi cosa c’è oltre il mare / dietro l’orizzonte) per scoprire che il mare canta una canzone di morte, di rincorrere nostalgicamente il tempo (S’ode una voce antica) fino a ritornare alla perduta fanciullezza (Ho visto sorger l’alba dietro il monte / e il sole che si tuffa là nel mare aperto, / proprio dietro a quello scoglio … Tutto questo lodevi ancor scoprire).

Menzione Speciale a Rita Rosina Fratto di Soveria Simeri con la silloge “Silenzio nel borgo”, Catanzaro e Elisa Fonnesu di Villacidro, Sud Sardegna con la silloge “L’alba delle parole sospese”.

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Poesia in lingua e/o in dialetto

Vincitrice: Leyla Ziliotto di Genova con la raccolta “Romanna” per Edizioni Tabula fati, Chieti, 2023. Motivazione: “La raccolta “Romanna” di Leyla Ziliotto è un tributo personale ed emozionante alla memoria di sua nonna, Anna Zampi, venuta a mancare nel giugno 2017. Anna Zampi viene descritta come una forte personalità romana, costretta a sfollare a Genova a causa del conflitto bellico. Ciò che rende il testo interessante è la scelta stilistica. La narrazione è intrisa di un dialetto romanesco essenziale, utilizzato come lingua  che rispecchia le conversazioni intime tra nonna e nipote. Questa scelta linguistica conferisce al racconto una potente autenticità. Per Leyla Ziliotto, il ruolo dei nonni è un dono fondamentale che ogni bambino dovrebbe avere la fortuna di ricevere e custodire come un tesoro prezioso nell’anima. “Romanna” è, in ultima analisi, una toccante testimonianza della forza dei legami familiari che trascendono le circostanze e il tempo. I dialetti – così come il dialetto romano – rappresentano un patrimonio culturale e linguistico di inestimabile valore. Il romanesco occupa un posto di particolare rilievo nel panorama linguistico italiano, non solo per la sua centralità geografica, ma anche per la sua evoluzione storica e il suo impatto culturale”.

Il dialetto romano – così come ci dimostra Leyla Ziliotto in questa sua pubblicazione – è caratterizzato per la sua natura pungente, cinica e irriverente. È una lingua che non teme l’eccesso verbale, le battute salaci e l’ironia amara, spesso usata come strumento popolare.

Menzione Speciale a Lorenzo Maria Di Pierno di Bacoli, Napoli con con ’Nd’ a Ccatagne (In degli Anfratti).

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Saggistica edita

Vincitore: Antonio Castaldo di Roma con il saggio “I diavoli dell’Averno. Una stagione di sangue e misteri nei Campi Flegrei” per Solferino editore – RCS MediaGroup, Milano, 2025. Motivazione: “Con “I Diavoli dell’Averno”, Antonio Castaldo non si limita a raccontare una pagina di cronaca, ma realizza un’indagine narrativa originale e appassionante che affonda le radici nella brutalità della camorra campana. Il libro cita la storia e il mito locale e lo lega alle difficoltà del presente. L’autore intreccia i fatti crudi e documentati con un emozionante racconto personale. Questo conferisce al testo una duplice valenza: da un lato la rigorosità dell’inchiesta, dall’altro la forza della testimonianza. L’autore ci guida in un viaggio epico nei luoghi intrisi di storia millenaria dei Campi Flegrei, l’antica terra che Virgilio descrisse come l’ingresso all’Oltretomba (Averno). Questo contrasto tra il sublime storico e l’inferno della criminalità crea una tensione narrativa potente. Il libro esplora una lunga e sanguinosa stagione criminale, svelando meccanismi, dinamiche e figure della camorra più spietata. Non si limita al racconto degli omicidi, ma cerca di comprendere e analizzare le radici di questo male. Di particolare gradimento per la Giuria è stato il capitolo “Il Sepolcro di Virgilio” che racconta la storia e l’attualità di uno dei luoghi più suggestivi e meno noti della città di Napoli: il Sepolcro del Poeta e Piedigrotta”.

Menzione Speciale a Ezio Gavazzeni di Milano con Il papa deve morire”, PaperFIRST by il Fatto Quotidiano, Roma, 2024 e a Valentina Giannicchi (suor Maria Chiara Vittoria) di Anagni, Frosinone con “La realtà di Dio. Profili di sceinza teologica”, edizioni KDP Amazon, 2025.

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Giornalismo

Vincitrice: Anna Calì di Qualiano, Napoli con l’articolo “Vomero, cinque anni senza la biblioteca Croce e la cultura: nel silenzio del Comune i libri marciscono” per NapoliVillage.com. Motivazione: “L’articolo di Anna Calì, pubblicato su NapoliVillage, è un pezzo di giornalismo civico, appassionato e ben argomentato, che affronta una piaga locale con implicazioni più ampie sul ruolo della cultura pubblica. L’articolo è un’accusa ben documentata riguardo l’abbandono della biblioteca “Benedetto Croce” al Vomero, Napoli. Attraverso un linguaggio diretto, l’autrice non si limita a denunciare un disservizio, ma ne analizza le conseguenze devastanti sul tessuto sociale e culturale del quartiere. Il pezzo riesce a trasmettere un forte senso di indignazione e urgenza. Calì evidenzia come la chiusura di un presidio culturale sia una “perdita invisibile ma devastante”. L’autrice va oltre la semplice richiesta di riapertura, argomentando il valore insostituibile della biblioteca fisica nell’era del digitale. L’articolo è un ottimo esempio di giornalismo di comunità che si fa portavoce dei cittadini e della loro richiesta di dignità culturale”.

Menzione Speciale a Massimiliano Longobardo di Pozzuoli, Napoli per l’articolo “Il volto umano di Achille Lauro nel ricordo di Donatella Dufour”

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Premi per le scuole Medie di Primo e Secondo Grado

Primo grado

  • Scuola Statale Secondaria di primo grado “Gobetti-De Filippo” di Quarto, Napoli per il giornalino scolastico “Qu@rto e dintorni” a cura delle professoresse Maria Baiano e Fabrizia Ancora. Motivazione: “Per l’impegno corale e la vivace curiosità con cui gli studenti hanno dato vita a un progetto editoriale capace di intrecciare tradizioni locali, attualità, sport e poesia. Il giornalino si distingue per la capacità di valorizzare il territorio e al tempo stesso di aprire uno sguardo sul mondo, offrendo ai ragazzi l’opportunità di esprimersi e di scoprire la forza della parola come strumento di conoscenza e di partecipazione”.
  • Scuola Statale Secondaria di primo grado “Giovanni da Verrazzano” dell’Istituto comprensivo di Greve in Chianti, Firenze per per il lavoro “Waiting for… school!”  Atto unico del corso di teatro-musica a cura delle professoresse Caterina Nencetti e Ylenia Fiorino.. Motivazione: “”Waiting for… school!” è un atto unico di teatro-musica portato. L’opera è estremamente ritmica e dinamica. Il dialogo è fresco e riflette il linguaggio giovanile. La musica gioca un ruolo cruciale, con brani che variano da Wagner e Vivaldi a brani pop (Coma_Cose) e le inquietanti note di “Profondo Rosso”. La performance è arricchita dall’esecuzione dal vivo da parte degli stessi studenti con vari strumenti. Si tratta di un testo brillante e autoironico che cattura con leggerezza e umorismo l’universo scolastico e le ansie giovanili, dimostrando l’importanza del teatro come strumento di espressione creativa. La chiusura, con l’evasione finale nella fantasia di una “Spiaggia”, suggella la natura sognante e liberatoria dell’attesa”.

Secondo grado

  • I.s.i.s. “Rita Levi Montalcini” di Quarto, Napoli per il video “I Campi Flegrei” e i lavori di gruppo su argomenti legati al territorio insieme alla professoressa Rosa Fontana e alla professoressa Angela Loffredo. Motivazione: “L’opera, realizzata dagli studenti dell’indirizzo turistico dell’Isis Montalcini di Quarto, è molto più di un semplice elenco di luoghi da visitare: è un’esperienza che utilizza un linguaggio visivo contemporaneo per valorizzare l’identità dei Campi Flegrei. Gli studenti dimostrano una chiara comprensione delle moderne tecniche di digital marketing turistico. E’, in definitiva un invito a visitare, ma anche un’occasione per mostrare lo studio e l’appartenenza ad un territorio”.
  • Liceo “Francesco D’Ovidio” di Larino, Campobassoper i laboratori curricolari L’Officina del Racconto e L’Officina della Poesia condotti dalla professoressa Daniela Gizzi. Motivazione: “La raccolta di poesie e racconti inediti emersa dai laboratori curricolari L’Officina del Racconto e L’Officina della Poesia non è solo un saggio di esercizi di stile, ma un’opera complessa e multidimensionale che testimonia l’urgenza espressiva e la profonda consapevolezza della generazione liceale. Questo corpus di testi rappresenta un affascinante “ponte” tra il rigore della forma e la libertà del contenuto. I lavori dimostrano come la scrittura creativa, se stimolata in ambito curricolare, diventi lo strumento privilegiato per affrontare i “grandi temi” dell’attualità e della storia. Il tema del naufragio è esplorato sia nella sua cruda concretezza (le crisi migratorie) sia in senso metaforico (il naufragio esistenziale). Questa doppia lettura testimonia una sensibilità acuta verso la sofferenza altrui e la precarietà del destino umano. I componimenti dedicati ai mondi fantasiosi non sono una fuga, ma un’intelligente deviazione per analizzare il reale. In sintesi, i testi sono la prova che i giovani liceali non solo osservano il mondo, ma lo rielaborano attivamente, utilizzando la parola inedita per forgiare la propria voce e affrontare il complesso orizzonte che li attende”.