Premio Virgilio 2024. Le motivazioni

Pubblichiamo le motivazioni della IV edizione del Premio Virgilio. Si ricorda che le motivazioni sono state elaborate dalle giurie solo per i vincitori e non per coloro che hanno ottenuta la menzione speciale. Eccezione è fatta solo per i selezionati della narrativa inedita per espressa richiesta della giuria.

Poesia edita

Vincitrice. Federica Introna di Bari con la raccolta “Resistenti al buio”

“L’Autrice ha dedicato ai propri studenti un’originale e articolata raccolta di liriche, suddivise in più sezioni, in cui grandi questioni esistenziali (il senso della vita, la paura della morte, l’amicizia, l’amore) e tematiche di urgenza sociale (la violenza, le inquietudini giovanili, le disparità di genere) si mescolano armonicamente a rapidi affreschi impressionistici del paesaggio meridionale, in grado di rievocarne la storia millenaria, i colori, l’atavica bellezza, i profumi, la magnificenza. Una poesia intima e delicata, sospesa tra riflessione e memoria, contingenza e universalità, realismo e atmosfere oniriche. Non da ultimo i versi di Introna si fanno apprezzare per un linguaggio ricercato, elegante, suggestivo, disseminato di riferimenti alla poesia antica, ma allo stesso tempo terso, asciutto, lineare, moderno, che non disdegna il ricorso a espressioni colloquiali e persino gergali”.

Poesia inedita

Vincitore sezione silloge.

Stefano Peressini di Carrara, provincia di Massa e Carrara con la silloge “Dei dodici (e d’altre sparse storie)”

“Di forte matrice intima e autobiografica, legata agli affetti e ai ricordi, la silloge di Stefano Peressini riprende in maniera originale e personale la poetica protonovecentesca del frammento e dell’aforisma, sviluppando una profonda riflessione sullo scorrere inesorabile del tempo, sulla vanità delle speranze e dei sogni individuali, sul senso enigmatico dell’esistenza umana, cui fanno da contraltare l’indissolubilità degli affetti, l’eterno valore dei gesti, la sapiente ricerca di una felicità legata al singolo momento, all’attimo fuggente. L’Autore dimostra uno sguardo penetrante e introspettivo, in grado attraverso una serie di correlativi oggettivi, per lo più legati al paesaggio naturale, di trasmettere emozioni, sentimenti, inquietudini. Ben si coniuga la scelta del verso breve con l’uso di un linguaggio poetico nitido, essenziale, sobrio, che conferisce alla silloge una fisionomia plastica e quasi scultorea”.

Vincitore sezione poesia singola (ex aequo)

Fabio Salvatore Pascale di Salerno con “Canto di Didone”

“Ispirandosi liberamente al IV libro dell’Eneide, in particolare all’episodio del suicidio di Didone dopo la partenza di Enea, l’Autore ha saputo far rivivere la tragica vicenda della donna in una lettura personale e attualizzante, che eleva l’episodio virgiliano a simbolo stesso dell’eterna lotta tra amore e pensiero, sentimento e ragione. “Canto di Didone” propone un’amara riflessione sul destino di solitudine degli innamorati, costringendo chi legge o ascolta a immedesimarsi nel dramma della regina di Cartagine. Per questa via, l’Autore ha il merito di far rivivere il testo antico, di rinnovarne la pregnanza e la carica espressiva”.

Vincitore sezione poesia singola (ex aequo)

Elisabetta Liberatore di Pratola Peligna, provincia de L’Aquila con “Roghi”

“Attraverso una forte espressività onirica, suggestiva e visionaria, la poesia di Elisabetta Liberatore evoca l’immagine drammatica di roghi notturni appiccati in mezzo a discariche, paesaggi bui e degradati, dall’aria irrespirabile, che sembrano direttamente ispirati alle cronache della “Terra dei Fuochi” o a un film sui reati ambientali. Come nel celebre quadro di Van Gogh “Campo di grano con volo di corvi”, il paesaggio rappresentato si rivela in realtà un paesaggio interiore, in cui campeggiano la solitudine e la disperazione. Nello scorrere dei versi liberi e irregolari, l’Autrice fornisce una plastica rappresentazione dell’esistenza umana come totalmente immersa nell’oscurità, che nessun fuoco fatuo riesce veramente a illuminare e rischiarare. La cifra della poesia è appunto questa spiccata capacità di interrogare, scuotere, persino inquietare l’ascoltatore/ lettore”.

Componimento in latino

Vincitrice. Patrizia Fazzi di Arezzo con “Amoris vis”

“In modo creativo e originale, l’Autrice ha saputo trattare la tematica dell’amore coniugando lingua e modalità espressive antiche a una sensibilità tutta moderna. Nella lirica Amoris vis («La forza dell’amore»), sospesa a metà strada tra confessione autobiografica e riflessione metapoetica, Patrizia Fazzi ha fornito una plastica rappresentazione della propria storia sentimentale come un lungo viaggio compiuto tra gioie e sofferenze condivise, ma anche come l’esperienza più alta e profonda che l’essere umano possa provare. Un messaggio intenso e positivo, a cui la lingua latina conferisce un valore universale, senza tempo”.

Poesia in napoletano o altre lingue e dialetti

Vincitrice (ex aequo) Vincenzina Votta di Marsico Nuovo, Potenza con “Na fotografia”

“Il dialetto che l’autrice ha utilizzato per esprimere i suoi sentimenti è il dialetto di Marsico Nuovo, paese di meno di 4mila abitanti in provincia di Potenza, al confine con la provincia di Salerno. Si tratta di un dialetto che ha le sue caratteristiche osservate da vari studiosi. La poesia parla di una fotografia che riporta alla mente il tempo passato e la malinconia che resta”.

Vincitore (ex aequo) Renzo Iacobucci di Como con “Lunario re Carluccio”

“La raccolta vincitrice è in dialetto di Corigliano, frazione di Sessa Aurunca, provincia di Caserta. È una raccolta che mette insieme la saggezza popolare del nord della Campania. Un piccolo saggio di linguistica e di antropologia. Le note introduttive – anche esse in dialetto – aiutano a comprendere il linguaggio usato.  “Lunario re Carluccio”, ossia “lunario di Carluccio”, è un calendario scandito dai tempi della civiltà contadina e dal ciclo della vita. La raccolta di poesie ci riporta ad un tempo passato, ma forse ancora presente in alcune località del sud. I componimenti sono un’occasione per ricordare e valorizzare i mille dialetti italiana, ognuno portatore di storia, cultura e identità. Un patrimonio da riscoprire, tutelare e valorizzare”.

Saggistica edita

Vincitore Trifone Gargano di Adelfia (Bari) con “PPP. Pasolini prima di Pasolini” (ed. Radici Future, 2022)

“Il libro di Trifone Gargano “PPP, Pasolini Prima di Pasolini” si distingue per la sua profonda analisi e approfondimento della vita e dell’opera di Pier Paolo Pasolini, uno degli intellettuali più influenti del XX secolo. In un panorama letterario già ricco di opere su Pasolini, Gargano si distingue per la sua prospettiva unica e penetrante, esplorando il periodo cruciale che precede la consacrazione di Pasolini come figura di spicco nel panorama culturale italiano. Attraverso una scrupolosa ricerca e un’analisi acuta, Gargano ci conduce in un viaggio nel passato di Pasolini, rivelando aspetti inediti e spesso approfondita e completa di questo straordinario intellettuale. La narrazione avvincente e ben documentata di Gargano getta nuova luce sul contesto storico, sociale e culturale che ha plasmato la genialità di Pasolini. “Pasolini Prima di Pasolini” non è solo un’opera di ricerca accurata, ma anche una testimonianza dell’abilità di Gargano nel tradurre in parole la complessità e la ricchezza dell’eredità di Pasolini. La sua scrittura è coinvolgente, illuminante e riesce a catturare l’essenza di un periodo cruciale nella vita di Pasolini, aprendo finestre sulla sua formazione artistica e intellettuale. In un panorama letterario dove la figura di Pasolini continua ad esercitare un fascino senza tempo, l’opera di Trifone Gargano si distingue per la sua originalità e la capacità di offrire nuovi spunti di riflessione. Il suo impegno nel portare alla luce aspetti meno noti della vita di Pasolini dimostra una dedizione straordinaria alla verità storica e culturale”.

Menzioni: Debora Calomino di Paola (Cosenza) con “Visioni Turistiche. Marketing, cultura e tendenze” (ed. Maurfix – Contanima, 2022), Antonio Garofalo di Roma “Bugie, intrighi e misteri. Viaggio attraverso la retorica che ha forgiato il Belpaese” (ed. BookSprint, 2021) e Luigi Ciccarelli e Procolo Ascolese di Giugliano in Campania (Napoli) con “Dentro la giustizia – Breve viaggio nelle dinamiche del processo penale, dal Delitto di Avetrana al caso ThyssenKrupp” (ed. Il Papavero, 2021).

Narrativa edita

Vincitrice (ex aequo) Elisa Giovanna Di Dio di Enna con “La ragazza dell’altopiano” (ed. Euno – Sikè, 2023)

“Una rivisitazione del mito di Demetra e di sua figlia Kore. Un modo di far vivere in chiave moderna gli intramontabili miti del Greci. Un lavoro che è stato possibile all’autrice grazie alle sue profonde conoscenze nell’ambito della letteratura. In “La ragazza dell’altopiano” non mancano i riferimenti bibliografici ai classici e ai più significativi studi del settore. L’autrice infine, ha calato il suo romanzo in una dimensione che non ha dimenticato il suo lavoro di interprete e autrice teatrale. Si tratta di un’opera viva, ricca di personaggi che escono dalle pagine del libro e sembrano coinvolgere il lettore nelle loro storie. Il richiamo alla realtà di Enna e della sua specificità siciliana accompagna quest’opera da far conoscere alle nuove generazioni”. 

Vincitore (ex aequo) Carlo Maria Marchi de L’Aquila con “Cuwan che ieri fu Chiara” (ed. Daimon, 2022)

C’era una volta… una storia intima tra favola e mondo reale, una storia fatta di scelte e di incontri, la vita di una donna con quattro mariti che l’amore ha unito in un cammino che è andato oltre lo scandalo. Una storia commovente che ci riporta ai giorni nostri e nei tanti volti di donne che arrivano nella nostra terra con la Speranza di una Vita migliore, una storia che vale la pena leggere per comprende le tante Cuwan.

Menzione speciale: Eugenio Alaio di Napoli con “Il silenzio delle donne” (ed. Graus 2022)

Premio Narrativa Edita Sezione “Storie di Napoli e della Campania”

Vincitori Fulvia Giacco e Francesco Taglialatela di Giugliano in Campania (Napoli) con “Literna. L’ultima Sirena” (ed. Marano Flegrea edizioni, 2021).

“Un lavoro pubblicato a quattro mani con Francesco Taglialatela.È un libro ambientato nell’antica colonia di Liternum e ripercorre la storia del suo più importante abitante, il generale Romano Publio Cornelio Scipione, colui il quale pose le basi dell’impero Romano. L’opera nasce dall’esperienza con le scuole del territorio e con i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, il PCTO che ha preso il posto dell’Alternanza Scuola Lavoro in un vero e proprio progetto didattico dall’alto valore. Un esempio per chi vuole raccontare la millenaria storia della propria terra coinvolgendo dei ragazzi e facendo rivivere miti e personaggi”.

Premio Narrativa Sezione “Giallo”

Vincitrice (ex aequo) Paola Iannelli di Napoli, “Amarga. Una nuova indagine per Titta Longano” (Homo Scrivens, 2022)

“Titta Longano, la protagonista del libro vincitore, è un personaggio che già si è fatta spazio tra gli investigatori di Napoli. La brigadiera dei Carabinieri indaga tra le strade di Napoli mettendo insieme suspence e esperienza tra i mille volti di una città immortale. L’opera di Iannelli è tra i nuovi lavori del genere noir napoletano che sta ricevendo numerosi riconoscimenti in tutta Italia”.

Valentino Russo di Pozzuoli (Napoli) “Doppia Goccia” (ed. Valtrend, 2021)

“Opera prima del giovane Valentino Russo, il libro racconta di un commissario di Polizia anomalo, un antieroe che trova nell’ambiente investigativo di Napoli l’ambientazione giusta per un giallo che riserva molte sorprese e un finale inaspettato”.

Narrativa inedita

Primo posto Nunziato Lamberti (pseudonimo di Gianmarco Lamberti) di Scafati, Salerno, con “Risvegliarsi a centonove anni”

“Ansimavo. Un’enorme pressione sul petto. L’impressione di un sonno lunghissimo. Un flusso di immagini sfocate, sovrapposte una sull’altra. Avvertivo in me un odore acre, mi ricordava quello del fumo sul palco di un concerto rock. Me ne sentivo impregnato, le narici piene. Le braccia e le gambe, un formicolio continuo. Perché in quel letto?” “Risvegliarsi a centonove anni” è un romanzo fantascientifico che ci porta in un mondo futuristico in cui il lettore è catapultato e si trova in un immaginario futuro, fatto di case ultramoderne, stupefacenti viaggi aerospaziali e paesaggi trasformati nel tempo. Un futuro incerto e che possiamo solo immaginare. Ma come sarà il nostro futuro? Quante volte ce lo siamo domandati. E come sarà il nostro futuro ce lo spiega proprio il nostro protagonista che si addormenta ai giorni nostri per risvegliarsi improvvisamente proprio a centonove anni, dove il passato si mescola inevitabilmente con il futuro, e con esso le storie dei vari personaggi. L’autore attraverso la sua fantasia ci apre un mondo nuovo, nato dalla distruzione di quello vecchio. Un mondo nuovo che per ascendere verso il paradiso, deve prima passare attraverso il purgatorio, ma solo dopo aver affrontato l’inferno. “Che potenza la nostra madre Terra!”. E con queste parole si conclude questa bellissima storia a cui non manca neanche quella parola così semplice, ma di cui non possiamo fare a meno di cercare in un romanzo. Quella parola si chiama “amore”, un amore infinito, proprio come l’universo.

Secondo posto Caso Raffaele di Pozzuoli, Napoli, con “Reliquae”

“Romanzo storico dalla trama ben strutturata. L’ambientazione e i personaggi tratteggiati in maniera precisa e credibile immergono il lettore nell’epoca in cui San Paolo sbarcò a Pozzuoli e iniziò a diffondere il Verbo. Seppure il romanzo sia pregno di un’atmosfera religiosa palpabile fin dalle prime righe, l’autore, attraverso una scrittura ferma e asciutta, dà vita a una storia coinvolgente, mai banale, che induce a una lettura piacevole e veloce”.

Menzioni:

Francesco Gravetti di Strano, Napoli con “Il Nipote”

“L’integrazione tra civiltà e popoli diversi è possibile laddove la sensibilità alberga nell’animo umano. Ma spesso a vanificarla, o comunque a renderla difficile, è una burocrazia cavillosa che nemmeno davanti all’approssimarsi della morte riesce a scuotersi dal proprio torpore per rendere possibile l’impossibile. Con uno stile caustico e sintetico, l’autore ci regala un racconto breve ma intenso dove la vera protagonista è la coscienza umana cui basta poco, se è viva nell’essere, ad anteporre l’umanità e la solidarietà all’indifferenza e all’ostracismo nei confronti dello straniero”.

Anita Pavone di Napoli con “La Valigia di papà”

“Il ritmo serrato della narrazione, unitamente allo stile asciutto e stringente tipico della scrittura minimalista, ci regalano un racconto avvincente e dalla trama attuale, dove mai una parola è fuori posto. I personaggi sono tratteggiati con cura attraverso il filo narrativo, come avviene nelle opere di Shakespeare. E come spesso accade nelle opere del drammaturgo inglese, il sogno e la realtà interagiscono tra di loro fino a confondersi, creando magiche illusioni nell’animo del lettore e negli sguardi degli spettatori”.

Premio Giornalismo

Marco Perillo, giornalista e scrittore

“Marco Perillo è attualmente redattore de “Il Mattino” di Napoli, principale testata giornalistica del Sud Italia. Perillo si può definire degno esponente della secolare scuola di giornalismo napoletano. Una lunga tradizione che ha visto il giornalismo ad essere al servizio della comunità, non soltanto denunciando i problemi ma, allo stesso tempo, dando spazio alle eccellenze del territorio. Marco Perillo è autore di diversi libri (alcuni dei quali pubblicati dalla casa editrice Newton Compton), in cui ha descritto, in maniera appassionata ma mai banale, la storia e le tradizioni della Città di Napoli. Amante dell’area flegrea, ha dedicato molti articoli alla valorizzazione dei campi ardenti amati da Virgilio”.